Archivio per giugno, 2007

Contro con le omertà vaticane sulla repressione e le violenze sessuali





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La lettera a Prodi dei ministri Mussi, Ferrero Pecoraro Scanio e Bianchi

Caro Romano,
ti scriviamo questa lettera innanzitutto per segnalarti la nostra forte preoccupazione relativamente al modo in cui viene condotta la trattativa con le parti sociali.Non condividiamo infatti la posizione con cui il governo – e segnatamente il ministro dell’economia – affronta questa trattativa. Da un lato le risorse messe a disposizione per affrontare i temi sul tappeto sono troppo limitate e dall’altro il balletto delle cifre determina un quadro francamente incomprensibile per il Paese tutto.
Noi riteniamo che la drammatica emergenza sociale che abbiamo ereditato dalle sciagurate politiche del governo Berlusconi, debba essere affrontata di petto, in coerenza con il programma che ci siamo dati e su cui abbiamo vinto le elezioni. Questo a partire da: lotta alla precarietà, attraverso il superamento della legge 30; impegno relativo ai cambiamenti climatici tramite l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e la mobilità sostenibile; definizione di un serio intervento per l’edilizia pubblica; rilancio della formazione e della ricerca scientifica; abolizione dell’iniquo scalone sulle pensioni.
La “questione sicurezza”, così sentita nel Paese, deve essere affrontata prima di tutto con la ricostruzione di un sistema di sicurezza sociale e ambientale. A tal fine il contributo del governo nella redistribuzione delle risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale deve essere netto ed inequivoco, non acconsentendo a quelle richieste di riduzione del debito a tappe forzate che provocherebbero solo danni al paese, sia sul piano sociale che economico, e anche su quello delle specifiche politiche della sicurezza delle persone.
Ti chiediamo quindi di imprimere al Confronto con le parti sociali la necessaria svolta capace di rispondere positivamente alle ragioni che ci hanno portato a vincere la sfida elettorale dell’anno scorso.
Inoltre, proprio per la rilevanza che la politica economica ha sui destini del paese, riteniamo che la discussione sul Documento di Programmazione Economica e Finanziaria non possa ridursi ad una sua frettolosa ratifica all’interno di una seduta del Consiglio dei Ministri. Se l’anno scorso abbiamo dovuto lavorare in una situazione di emergenza, quest’anno è indispensabile adottare un metodo di discussione e decisione effettivamente collegiale. Il DPEF deve poter essere discusso e valutato, sia in sede politica che con le parti sociali, in modo da farne un documento di effettiva programmazione economica, discusso e concordato in una procedura trasparente, nel rapporto con la maggioranza, le forze sociali, il paese.
Riteniamo pertanto che il testo del DPEF debba essere messo a conoscenza dei Ministri e delle parti sociali un congruo numero di giorni prima della data prevista per la sua approvazione in Consiglio dei Ministri.
Un caro saluto,

Codice etnico



Gay pride Milano



Sinistra Democratica di Milano aderisce alla tavola di valori e sostiene il Gay Pride che si terrà a Milano Sabato 23 giugno, diamo appuntamento a tutti quanti vorranno parteciparvi alle ore 17 in Porta Venezia dietro allo striscione del nostro movimento!
Ci spaventa il cupo clima di insofferenza verso tutte le questioni legate ai diritti civili e alle questioni di laicità. Sinistra Democratica è nata anche per lavorare ad estendere i diritti civili a quelle persone osteggiate da una morale benpensante: siamo a favore del riconoscimento delle coppie di fatto, siano esse omosessuali o eterosessuali, siamo a favore dell’idea che non possa esistere una sola idea di famiglia. Lavoreremo per fare sì che queste idee diventino larga maggioranza nel Paese, perché ci sembra che in realtà esse siano già molto diffuse e che solo alcuni settori della Chiesa e delle elités politiche non se ne siano ancora accorti. Pensiamo anche che in Italia, fra le tante questioni irrisolte, ve ne sia ancora più d’una legata al mondo femminile, alla partecipazione democratica delle donne alla vita civile, politica ed economica del Paese. Sinistra Democratica di Milano è forse l’unico laboratorio politico italiano in cui i gruppi dirigenti sono composti al 50% di donne.Siamo nati con l’idea che le diversità siano motivo di crescita e non di freno, quindi vogliamo essere plurali ed eterogenei in ogni nostra manifestazione politica e sociale.

WiMax e Petizione, Grillo e Governance

Roma – Telecom Italia, H3G, Tiscali, Ericsson, Feder Utility, Rai Way, Poste Italiane, Associazione AIIP, Brennercom, AEMCom, Teleunit e Infracom sono – secondo il blog WiMax Italia – le 12 entità interessate alle licenze WiMax previste dal regolamento AGCOM. Ma in queste ore emerge il dato che gli italiani altrettanto interessati alle frequenze radio previste per il WiMax sono molti di più: 90.000, e crescono al ritmo di circa 500 nuove firme all’ora, da una settimana.
I firmatari della petizione, di cui PI Telefonia ebbe occasione di parlare lo scorso febbraio, chiedono che il nostro paese si allinei alle risultanze scientifiche, ai pareri degli esperti di ISOC Italia, alle indicazioni della Commissione Europea, garantendo un terzo di frequenze per un uso aperto (open spectrum) ovvero il metodo più flessibile tra i modelli di gestione conosciuti.
In rete è partito il tam-tam, i blog che invitano a firmare la petizione si moltiplicano di ora in ora e ogni blog in più a parlarne è un contributo sostanziale alla riuscita di un imponente esempio di impegno civile: i net-citizen sembrano sempre di più voler relegare i politici al ruolo di meri esecutori della volontà popolare – questo è Governance – ruolo limitativo per chi fino ad oggi è stato invece abituato ad agire attivamente sull’opinione pubblica attraverso i media mainstream (Government). In questi giorni abbiamo rivolto alcune domande ai protagonisti della vicenda, iniziando proprio da Andrea Rodriguez.

WiMAX-Italia.it - Risorse utili e notizie sul WiMAX Italiano

continua su www. punto-informatico.it

vedi anche WiMax e diritto alla conoscenza

Unione Europea: quali prospettive?





Attenzione al tasso di attività

Franco Bianco, 21 giugno 2007
Il cosiddetto “tasso di disoccupazione” è valido solo se posto su un piano corretto di confrontabilità: può diminuire anche se i posti di lavoro non aumentano. Basta, infatti, che una parte delle persone in cerca di impiego smetta di farlo, per qualsivoglia ragione.
Sono di questi giorni i dati dell’Istat relativi ad occupazione e disoccupazione. L’articolo di Claudio Treves della Cgil (“Meno disoccupati, ma c’è molto da capire”) su Aprileonline del 21 Giugno ha chiarito molti ed importanti punti. Vorrei aggiungere qualche ulteriore considerazione, che muove soprattutto dall’esigenza che, quando si discute di un problema, i suoi termini costitutivi siano, almeno dal punto di vista tecnico, posseduti e condivisi da tutti, altrimenti non si sa bene di cosa si parli.
Si definisce “tasso di partecipazione” (o “di attività”) la quantità percentuale di persone fra i 15 ed i 65 anni, rapportata al totale della popolazione, che “partecipano” al mercato del lavoro, o in forma reale (perché effettivamente lavorano. Tra questi rientrano ovviamente i “lavoratori in nero”, poiché essi sono come ectoplasmi privi di corpo sociale) o in forma virtuale (perché vorrebbero lavorare ma non hanno lavoro; ma nell’attesa sono iscritti nelle liste di coloro che cercano lavoro). In Italia questo tasso è di circa il 60%; in Europa di circa il 70%. Ciò vuol dire che, su 100 persone di quella fascia di età, in Italia ne “lavorano” nel senso anzidetto (cioè perché o hanno un lavoro, o lo cercano), sessanta; in Europa oltre settanta.

continua su www.aprileonline.it