Archivio per Welfare

La lettera a Prodi dei ministri Mussi, Ferrero Pecoraro Scanio e Bianchi

Caro Romano,
ti scriviamo questa lettera innanzitutto per segnalarti la nostra forte preoccupazione relativamente al modo in cui viene condotta la trattativa con le parti sociali.Non condividiamo infatti la posizione con cui il governo – e segnatamente il ministro dell’economia – affronta questa trattativa. Da un lato le risorse messe a disposizione per affrontare i temi sul tappeto sono troppo limitate e dall’altro il balletto delle cifre determina un quadro francamente incomprensibile per il Paese tutto.
Noi riteniamo che la drammatica emergenza sociale che abbiamo ereditato dalle sciagurate politiche del governo Berlusconi, debba essere affrontata di petto, in coerenza con il programma che ci siamo dati e su cui abbiamo vinto le elezioni. Questo a partire da: lotta alla precarietà, attraverso il superamento della legge 30; impegno relativo ai cambiamenti climatici tramite l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e la mobilità sostenibile; definizione di un serio intervento per l’edilizia pubblica; rilancio della formazione e della ricerca scientifica; abolizione dell’iniquo scalone sulle pensioni.
La “questione sicurezza”, così sentita nel Paese, deve essere affrontata prima di tutto con la ricostruzione di un sistema di sicurezza sociale e ambientale. A tal fine il contributo del governo nella redistribuzione delle risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale deve essere netto ed inequivoco, non acconsentendo a quelle richieste di riduzione del debito a tappe forzate che provocherebbero solo danni al paese, sia sul piano sociale che economico, e anche su quello delle specifiche politiche della sicurezza delle persone.
Ti chiediamo quindi di imprimere al Confronto con le parti sociali la necessaria svolta capace di rispondere positivamente alle ragioni che ci hanno portato a vincere la sfida elettorale dell’anno scorso.
Inoltre, proprio per la rilevanza che la politica economica ha sui destini del paese, riteniamo che la discussione sul Documento di Programmazione Economica e Finanziaria non possa ridursi ad una sua frettolosa ratifica all’interno di una seduta del Consiglio dei Ministri. Se l’anno scorso abbiamo dovuto lavorare in una situazione di emergenza, quest’anno è indispensabile adottare un metodo di discussione e decisione effettivamente collegiale. Il DPEF deve poter essere discusso e valutato, sia in sede politica che con le parti sociali, in modo da farne un documento di effettiva programmazione economica, discusso e concordato in una procedura trasparente, nel rapporto con la maggioranza, le forze sociali, il paese.
Riteniamo pertanto che il testo del DPEF debba essere messo a conoscenza dei Ministri e delle parti sociali un congruo numero di giorni prima della data prevista per la sua approvazione in Consiglio dei Ministri.
Un caro saluto,

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Attenzione al tasso di attività

Franco Bianco, 21 giugno 2007
Il cosiddetto “tasso di disoccupazione” è valido solo se posto su un piano corretto di confrontabilità: può diminuire anche se i posti di lavoro non aumentano. Basta, infatti, che una parte delle persone in cerca di impiego smetta di farlo, per qualsivoglia ragione.
Sono di questi giorni i dati dell’Istat relativi ad occupazione e disoccupazione. L’articolo di Claudio Treves della Cgil (“Meno disoccupati, ma c’è molto da capire”) su Aprileonline del 21 Giugno ha chiarito molti ed importanti punti. Vorrei aggiungere qualche ulteriore considerazione, che muove soprattutto dall’esigenza che, quando si discute di un problema, i suoi termini costitutivi siano, almeno dal punto di vista tecnico, posseduti e condivisi da tutti, altrimenti non si sa bene di cosa si parli.
Si definisce “tasso di partecipazione” (o “di attività”) la quantità percentuale di persone fra i 15 ed i 65 anni, rapportata al totale della popolazione, che “partecipano” al mercato del lavoro, o in forma reale (perché effettivamente lavorano. Tra questi rientrano ovviamente i “lavoratori in nero”, poiché essi sono come ectoplasmi privi di corpo sociale) o in forma virtuale (perché vorrebbero lavorare ma non hanno lavoro; ma nell’attesa sono iscritti nelle liste di coloro che cercano lavoro). In Italia questo tasso è di circa il 60%; in Europa di circa il 70%. Ciò vuol dire che, su 100 persone di quella fascia di età, in Italia ne “lavorano” nel senso anzidetto (cioè perché o hanno un lavoro, o lo cercano), sessanta; in Europa oltre settanta.

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Unità a sinistra – intervento Marco Fumagalli





Le contraddizioni del prof. Ichino

Michele Gentile, 15 giugno 2007
Da un po’ di tempo il Prof. Ichino ci aveva fatto mancare le sue idee, senza grande rimpianto a dire il vero.
Ma ecco che ricomincia e con un solo articolo, pubblicato mercoledì scorso sul Corriere della Sera, presenta tre concetti contraddittori tra loro e totalmente inaccettabili per il mondo del lavoro.

Il Primo è che “il rinnovo dei contratti è un optional: un atto che si può fare o non fare a seconda delle convenienze”;
il secondo è che il rinnovo dei contratti presuppone una visione comune – una comunità di intenti tra datori di lavoro e lavoratori-;
il terzo, infine, che in assenza della suddetta “comunità d’intenti”, è da preferire la contrattazione nelle aziende al posto del contratto nazionale.
Tre concetti inaccettabili e contraddittori tra loro (non si capisce perché la mancanza di una visione comune dovrebbe impedire il rinnovo del contratto nazionale e favorire quello aziendale).
Ma soprattutto questi concetti, anche per la sede dalla quale sono stati espressi, forse non rappresentano solo il pensiero di uno studioso “radicale”, ma lo scenario politico per forze datoriali e politiche che vogliono sfruttare il bisogno del contratto per il potere di acquisto dei salari e per contrattare l’organizzazione del lavoro e le condizioni del lavoro, per uno scontro politico nel paese, utile anche perché le imprese abbiano mano libera in una fase di “ripresa” mentre arrivano le risorse derivanti dal cuneo fiscale.
Perché se fossero solo le elucubrazioni di un intellettuale, la domanda da porsi sarebbe: come mai quel giornale le pubblica in prima pagina?

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La sinistra che sarà

Intervento di Fabio Mussi

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Precarietà – Dati dell’osservatorio INPS

Sinistra Democratica Cormano

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Epifani – Mussi: l’accordo c’è

Sinistra Democratica Cormano

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