Archivio per Laicità

Contro con le omertà vaticane sulla repressione e le violenze sessuali





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Gay pride Milano



Sinistra Democratica di Milano aderisce alla tavola di valori e sostiene il Gay Pride che si terrà a Milano Sabato 23 giugno, diamo appuntamento a tutti quanti vorranno parteciparvi alle ore 17 in Porta Venezia dietro allo striscione del nostro movimento!
Ci spaventa il cupo clima di insofferenza verso tutte le questioni legate ai diritti civili e alle questioni di laicità. Sinistra Democratica è nata anche per lavorare ad estendere i diritti civili a quelle persone osteggiate da una morale benpensante: siamo a favore del riconoscimento delle coppie di fatto, siano esse omosessuali o eterosessuali, siamo a favore dell’idea che non possa esistere una sola idea di famiglia. Lavoreremo per fare sì che queste idee diventino larga maggioranza nel Paese, perché ci sembra che in realtà esse siano già molto diffuse e che solo alcuni settori della Chiesa e delle elités politiche non se ne siano ancora accorti. Pensiamo anche che in Italia, fra le tante questioni irrisolte, ve ne sia ancora più d’una legata al mondo femminile, alla partecipazione democratica delle donne alla vita civile, politica ed economica del Paese. Sinistra Democratica di Milano è forse l’unico laboratorio politico italiano in cui i gruppi dirigenti sono composti al 50% di donne.Siamo nati con l’idea che le diversità siano motivo di crescita e non di freno, quindi vogliamo essere plurali ed eterogenei in ogni nostra manifestazione politica e sociale.

Unità a sinistra – intervento Marco Fumagalli





Roma Pride 2007





La festa e l’orgoglio: parità, dignità, laicità

Red., 16 giugno 2007
Parrocchia San Salvatore Cormano


Oratorio San Luigi Cormano
A Roma sfila l’orgoglio gay che chiede i Dico. E i numeri sono tanti: oltre 600 mila persone. Con loro, anche tre ministri: Pollastrini, Ferrero e Pecoraro. Nella maggioranza la polemica è targata teodem e mastelliani
L’orgoglio gay sfila nella capitale e raduna oltre 600 mila persone, secondo le cifre fornite dagli organizzatori. Il corteo parte da piazzale Ostiense, percorre viale Aventino a arriva in quella piazza san Giovanni che poche settimane fa ha ospitato il Family day: i manifestanti chiedono parità, dignità e laicità e molti rivendicano lo status di famiglia a pieno titolo, si dicono infuriati per la legge sui Dico rimasta al palo. Temi che riaccendono la polemica tra maggioranza e opposizione, ma anche dentro l’Unione, che risente delle divergenze tra i cattolici e laici.
Presenti il ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero e quello dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.
E su questa partecipazione, magari solo per un saluto, si appuntano nella maggioranza le critiche dell’Udeur, e quelle indirette dell’Idv che elogia chi non è andato, mentre all’opposizione solo Benedetto Della Vedova, riformatore liberale eletto in Fi e il segretario della Democrazia per le autonomie, Gianfrano Rotondi, mostrano di comprendere le ragioni della manifestazione. Per il resto, da An e Lega arrivano solo critiche mentre Fi sottolinea, con Renato Schifani, la “debolezza” del governo. Anche il premier ne riceve qualcuna, ma dai manifestanti, con il classico “Prodi babbeo, beccati ‘sto corteo”, Oggi Roma è tutta gay”. Un fotomontaggio ritrae Prodi con Bush e Ratinger e la scritta “Il triangolo non l’avevo proprio a causa dei Dico che sembrano spariti dall’agenda. Fra gli altri slogan, “Meno Binetti, più diritti”, “Prodi dove sei? considerato”, come dalla nota canzone di Renato Zero.

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Tutti in piazza per il GayPride!

Aurelio Mancuso, 15 giugno 2007

Tra i mille colori del movimento lgbt italiano sfileranno anche altri colori, quelli dell’associazionismo diffuso, del movimento delle donne, delle organizzazioni giovanili e sindacali.
Insieme per chiedere una democrazia più matura
Ed eccoci alla vigilia del Roma Pride 2007. Tra i mille colori del movimento lgbt italiano sfileranno anche altri colori, quelli dell’associazionismo diffuso, del movimento delle donne, delle organizzazioni giovanili e sindacali. Un fiume di popolo che invaderà allegramente le vie di Roma, per sottolineare come la laicità dello Stato sia oggi un tema centrale. La laicità vissuta non solo come difesa delle prerogative delle istituzioni, ma come strumento con cui efficacemente costruire la convivenza civile, tenendo conto di tutte le idee e culture in campo. C’è bisogno che l’Italia possa finalmente vivere in una democrazia matura, che ponga la pezzi del cattolicesimo integralista, ma che non sono in sintonia con il vissuto della stragrande maggioranza degli italiani, questione dei diritti civili ed umani al primo posto, tralasciando tentazioni neo restauratrici, che possono consolare alcuni che da tempo ha imboccato la strada, attraverso la conquista di alcuni fondamentali diritti e libertà, del pluralismo.

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Il Roma Pride è per tutti

E. S., 13 giugno 2007
Le adesioni fioccano, i protagonisti del Family day che fu non ci stanno. Nella Margherita si ripropone il confronto già avuto durante il Ddl Bindi -Pollastrini sui Di.Co. Al di la di tutto, sabato sarà festa vera.
Al contrario del Family day dello scorso dodici maggio, kermesse discriminante e provocatoria soltanto per aver scelto come data quella del referendum sul divorzio del 1974, al “Roma Pride” di sabato prossimo potranno partecipare tutti, omosessuali e non, single e non, famiglie o quasi: verrebbe da dire in ossequio alla parola di Gesù Cristo, per il quale le porte del paradiso erano aperte a chiunque avesse meritato in terra, contribuendo alla felicità del prossimo senza guardare ai suoi orientamenti sessuali.
E che sarà una festa di libertà, di vera libertà, lo si intuisce anche dalle adesioni “trasversali” che iniziano ad arrivare, a partire da una delegazione dei Democratici di sinistra, guidata da Vittoria Franco (responsabile del Coordinamento nazionale delle donne) e composta da Andrea Ranieri, responsabile “Sapere e Innovazione” della segreteria nazionale; oltre a lor ci sarà anche Ivana Bartoletti, responsabile “Diritti civili” della direzione della Quercia: insomma, malgrado i tentennamenti strategici dei suoi leader, i Ds hanno dato la loro adesione ufficiale alla manifestazione, come ribadisce un comunicato dell’Ufficio stampa della Direzione nazionale dei Ds.

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