Archivio per Religione

Contro con le omertà vaticane sulla repressione e le violenze sessuali





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Roma Pride 2007





Tutti in piazza per il GayPride!

Aurelio Mancuso, 15 giugno 2007

Tra i mille colori del movimento lgbt italiano sfileranno anche altri colori, quelli dell’associazionismo diffuso, del movimento delle donne, delle organizzazioni giovanili e sindacali.
Insieme per chiedere una democrazia più matura
Ed eccoci alla vigilia del Roma Pride 2007. Tra i mille colori del movimento lgbt italiano sfileranno anche altri colori, quelli dell’associazionismo diffuso, del movimento delle donne, delle organizzazioni giovanili e sindacali. Un fiume di popolo che invaderà allegramente le vie di Roma, per sottolineare come la laicità dello Stato sia oggi un tema centrale. La laicità vissuta non solo come difesa delle prerogative delle istituzioni, ma come strumento con cui efficacemente costruire la convivenza civile, tenendo conto di tutte le idee e culture in campo. C’è bisogno che l’Italia possa finalmente vivere in una democrazia matura, che ponga la pezzi del cattolicesimo integralista, ma che non sono in sintonia con il vissuto della stragrande maggioranza degli italiani, questione dei diritti civili ed umani al primo posto, tralasciando tentazioni neo restauratrici, che possono consolare alcuni che da tempo ha imboccato la strada, attraverso la conquista di alcuni fondamentali diritti e libertà, del pluralismo.

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Il Roma Pride è per tutti

E. S., 13 giugno 2007
Le adesioni fioccano, i protagonisti del Family day che fu non ci stanno. Nella Margherita si ripropone il confronto già avuto durante il Ddl Bindi -Pollastrini sui Di.Co. Al di la di tutto, sabato sarà festa vera.
Al contrario del Family day dello scorso dodici maggio, kermesse discriminante e provocatoria soltanto per aver scelto come data quella del referendum sul divorzio del 1974, al “Roma Pride” di sabato prossimo potranno partecipare tutti, omosessuali e non, single e non, famiglie o quasi: verrebbe da dire in ossequio alla parola di Gesù Cristo, per il quale le porte del paradiso erano aperte a chiunque avesse meritato in terra, contribuendo alla felicità del prossimo senza guardare ai suoi orientamenti sessuali.
E che sarà una festa di libertà, di vera libertà, lo si intuisce anche dalle adesioni “trasversali” che iniziano ad arrivare, a partire da una delegazione dei Democratici di sinistra, guidata da Vittoria Franco (responsabile del Coordinamento nazionale delle donne) e composta da Andrea Ranieri, responsabile “Sapere e Innovazione” della segreteria nazionale; oltre a lor ci sarà anche Ivana Bartoletti, responsabile “Diritti civili” della direzione della Quercia: insomma, malgrado i tentennamenti strategici dei suoi leader, i Ds hanno dato la loro adesione ufficiale alla manifestazione, come ribadisce un comunicato dell’Ufficio stampa della Direzione nazionale dei Ds.

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Guardare ma non toccare

Emiliano Sbaraglia, 22 maggio 2007

La Rai decide di acquistare il documentario della BBC sulla pedofilia, tenendo a precisare che tutte le parti coinvolte saranno “ampiamente rappresentate”. La Chiesa parla già di falsità da denunciare, mentre Santoro prende tempo per definire il “taglio” da proporre alla puntata

Dopo giorni di imbarazzati silenzi e improbabili sotterfugi, alla fine sembra che l’informazione prevarrà sui tentativi di censura. E nel suo piccolo questo giornale, avendone parlato sin dalla scorsa settimana ben prima di altri, sente di aver dato un modesto contributo.
Il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, ha infatti dato il via libera per l’acquisto e la messa in onda del documentario della BBC relativo ai casi di abusi sessuali compiuti da sacerdoti cattolici ai danni di adolescenti e bambini. Michele Santoro, che per primo ne aveva formalmente fatto richiesta, potrà quindi trasmettere il documentario in una delle prossime puntate di “Anno Zero”, quale esattamente è da definire: il conduttore sta valutando come impostare questa inchiesta, di certo molto molto delicata.

Azioni e reazioni –Le agenzie battute dall’ufficio-stampa di Viale Mazzini avanzano con i piedi piombo: “Certamente non andrà in onda questa settimana perché secondo Cappon ci sono delle cose da valutare, e comunque in trasmissione dovrà essere garantita la presenza di autorevoli esponenti della Chiesa”, si legge nel comunicato. Una Chiesa che per bocca del segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori, non ha tardato a far sentire la sua voce: “Non vogliamo alcuna censura -ha riferito il monsignore nel corso di una riunione della Conferenza episcopale-; ma se il documentario dovesse essere trasmesso in Italia vorremmo che ci fosse almeno una chiara presa di distanza da tutte le falsità che questo documentario sembra contenere”.

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Politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea