Il lavoro non è una merce

27 01 2008

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Io lavoro sicuro

13 01 2008

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Fabio Mussi a L’Assemblea

13 12 2007

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La Lombardia è ultima per la sicurezza

22 10 2007





Suicidio bianco

20 10 2007

Titti Di Salvo
Si parla di morti sul lavoro, oltre ottocento dall’inizio dell’anno, e ogni giorno il numero tende ad aumentare. Il trentacinquenne morto nel cantiere dell’ENEL di Civitavecchia, ucciso da un tubo caduto da oltre settanta metri, è soltanto l’ultimo di una serie che sembra non avere fine. Ora arriva la notizia da Macerata di un uomo di 43 anni, schiacciato non dal peso di un tubo, ma che ha deciso di togliersi la vita impiccandosi in uno stanzino dell’azienda “Meloni”.

Bisogna avere grande delicatezza nel commentare la disperazione di una persona che si suicida.
Un gesto così è un grido di dolore e insieme di angosciosa solitudine. Non siamo certi se a provocarlo sia stata soltanto la pressione delle scadenze economiche o la preoccupazione per il mutuo in scadenza, dopo la perdita del lavoro precario della moglie.
Ma sappiamo che la difficoltà ad arrivare a fine mese investe tante persone e tante famiglie, in un paese, il nostro, secondo soltanto agli Stati Uniti per disuguaglianze, come continua a indicare l’ISTAT, facendo rilevare come la povertà in Italia sia spesso l’esito di un lavoro povero, e non semplicemente assenza di lavoro.
In che modo tutto ciò si possa materializzare sulla scena della politica per condizionare scelte e non improvvisarle, segnandone profilo e azione quotidiana, dando senso a un’idea di paese e non semplicemente ad atti di solidarietà o assistenza, è l’interrogativo principale della sinistra unita e rinnovata. Di più: la ragione per provare a costruirla.
L’Italia frammentata e diseguale, divisa tra nord e sud, tra giovani e anziani, donne e uomini, è l’Italia nella quale bisogna riannodare i fili della solidarietà e dell’uguaglianza. Non è vero che non c’è distinzione tra destra e sinistra: la solitudine delle persone che competono una contro l’altra armate è la fotografia di una società parcellizzata, in cui meno tasse, meno stato, meno regole, precarietà, sono formule di successo e la povertà una colpa. Coesione sociale, uguaglianza, qualità del lavoro al contrario sono la formula di una società che si fonda sui valori alternativi.
Il dolore per l’ennesima morte di un operaio morto sucida, tantissime altre volte categoria vittima di incidenti sul lavoro, è il segno di una situazione che non può lasciare indifferenti chi come noi ha il dovere non solo di commentare la politica ma di assumere delle responsabilità: le risposte non possono attendere oltre.
Domani nessuno racconterà più questa storia, perché domani avremo bisogno di un’altra storia da raccontare. Speriamo che sia diversa da questa.

fonte www.aprileonline.info 





Morti per amianto: è strage dolosa

2 08 2007




La morte bianca è spesso un incidente stradale

29 07 2007

di Giampaolo Galli

In base ai dati Inail, gli infortuni stradali sono di gran lunga la prima causa delle cosiddette morti bianche. A essi è riconducibile circa la metà dei morti sul lavoro.

Strade pericolose

Della rilevanza del fenomeno degli incidenti stradali come causa delle morti bianche si è preso pienamente atto solo di recente, in particolare a seguito della ristrutturazione delle procedure Inail di acquisizione dei dati sulla base della metodologia Esaw (European Statistics on Accidents at Work). La messa a regime del nuovo sistema è stata effettuata nell’anno 2005. Ne è emerso che 638 dei 1.280 infortuni mortali denunciati all’Inail derivano da infortuni stradali.

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