Giornata della memoria
21 01 2008Commenti : Lascia un commento »
Tag: Cernusco sul Naviglio, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Milano, Muggiò, Nova Milanese, Paderno Dugnano, Sesto San Giovanni
Categorie : Cormano, Fascismo, Manifestazioni, Valori
Sinistra, un milione in piazza. Senza ministri
22 10 2007
Rachele Gonnelli
Compatto e rosso, più che un fiume un torrente caotico di bandiere rosse. Così il corteo della sinistra dell’Unione ha iniziato a marciare una mezz’ora prima della data stabilita perché la folla straripava ormai da piazza Esedra e piazza Cinquecento davanti alla stazione Termini. Praticamente ha iniziato a sfilare senza testa, cioè con in testa solo i blindati della polizia e i cordoni di agenti. Nessuno striscione di Liberazione – pare che i redattori se lo siano scordato – e una sola bandiera del manifesto con il bambino della rivoluzione che non russa. E tanti ingorghi, ripartenze, fermate a tratti per salutare i leader, stringerseli, da Claudio Rinaldini segretario Fiom, a Franco Giordano segretario di Rifondazione passando per Franca Rame dell’Italia dei Valori e Paolo Brutti della Sinistra democratica. All’altezza della basilica di Santa Maria Maggiore, quando lo striscione di testa è già cambiato quattro o cinque volte senza nessuna tensione, c’è uno stop più lungo. «Tutti fermi, manca Pietro Ingrao, aspettiamo che arrivi», si sentiva dire tra gli uomini con la pettorina gialla dell’«area programmatica Lavoro e Società» della Cgil, gli unici che almeno come immagine sembrano un servizio d’ordine. Dopo poche decine di minuti arriva l’anziano comunista. Praticamente travolto da fotocamere e gente che lo vuole salutare. Gli fanno domande, lo acclamano – «Pietro, Pietro..» – e qualcuno tira fuori la luna. «La luna?Vogliamo la luna? Sì vogliamo la luna, nel senso che vogliamo un mondo diverso, di diritti dei lavoratori e di masse», risponde lui da dirigente politico a questa sollecitazione di poeta. Poi gli uomini con la pettorina gialla gli fanno cordone intorno – «fate largo, compagni» – prima che venga travolto del tutto.
La Cgil. C’è chi l’ha portata la bandiera. Almeno uno. «L’ho detto e l’ho fatto», rivendica fiero Domenico D’Anna brandendo il drappo rosso con su scritto “Cgil Modena”. Lui lo strappo l’ha fatto. È il lavoratore intervistato dal Tg1 che si era ribellato alla richiesta del segretario generale di non portare in piazza i vessilli dell’organizzazione che non ha aderito alla piattaforma della manifestazione. Ma pare abbia gradito, Epifani, la ricontrattazione del protocollo sul welfare fatto dai ministri della sinistra del governo Prodi, poi rimodificata in una trattativa successiva a Palazzo Chigi tra governo, Confindustria e sindacati.
Molti leader sottolineano che la manifestazione non è contro il governo Prodi. Lo dice anche Alfondo Pecoraro Scanio, assente dal corteo per disciplina di governo come del resto tutti gli altri ministri della sinistra. Verdi e Sinistra democratica non sono presenti se non a titolo personale. Bandiere infatti non se ne vedono. Nel lungo torrente di bandiere rosse in effetti c’è qualcuno che accenna una breve contestazione “grilliana” contro Prodi, che però non “attacca” e muore lì. Leggi il seguito di questo post »
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Tag: 20 ottobre, Notizie
Categorie : Manifestazioni
Le differenze sul 20 ottobre
18 10 2007Commenti : Lascia un commento »
Tag: 20 ottobre, Alfonso Pecoraro Scanio, Fabio Mussi, Franco Giordano, Manifestazione, Notizie, Oliviero Diliberto
Categorie : Governo, Manifestazioni, Politica, Sinistra, Welfare
Pride Milano 2007
25 06 2007Commenti : Lascia un commento »
Tag: Franco Grillini, Milano
Categorie : Diritti, Emancipazione, Eventi, Laicità, Manifestazioni, Politiche di genere, Sesso, Valori
G8 Genova, la Diaz ‘macelleria messicana’
25 06 2007Commenti : Lascia un commento »
Tag: Berlusconi, Inchieste
Categorie : Democrazia, Eventi, G8 Genova, Manifestazioni, Politica
TG NordMilano 25/06/07
25 06 2007Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Amministrazione, Cormano, Eventi, Manifestazioni
Gay Pride Milano – Intervento di Paolo Ferigo e Amedeo Patrizi
23 06 2007Commenti : Lascia un commento »
Tag: Milano, Religione
Categorie : Diritti, Emancipazione, Etica, Eventi, Laicità, Manifestazioni, Politica
Contro con le omertà vaticane sulla repressione e le violenze sessuali
23 06 2007Commenti : Lascia un commento »
Tag: Religione
Categorie : Eventi, Laicità, Manifestazioni
Gay pride Milano
22 06 2007
Sinistra Democratica di Milano aderisce alla tavola di valori e sostiene il Gay Pride che si terrà a Milano Sabato 23 giugno, diamo appuntamento a tutti quanti vorranno parteciparvi alle ore 17 in Porta Venezia dietro allo striscione del nostro movimento!
Ci spaventa il cupo clima di insofferenza verso tutte le questioni legate ai diritti civili e alle questioni di laicità. Sinistra Democratica è nata anche per lavorare ad estendere i diritti civili a quelle persone osteggiate da una morale benpensante: siamo a favore del riconoscimento delle coppie di fatto, siano esse omosessuali o eterosessuali, siamo a favore dell’idea che non possa esistere una sola idea di famiglia. Lavoreremo per fare sì che queste idee diventino larga maggioranza nel Paese, perché ci sembra che in realtà esse siano già molto diffuse e che solo alcuni settori della Chiesa e delle elités politiche non se ne siano ancora accorti. Pensiamo anche che in Italia, fra le tante questioni irrisolte, ve ne sia ancora più d’una legata al mondo femminile, alla partecipazione democratica delle donne alla vita civile, politica ed economica del Paese. Sinistra Democratica di Milano è forse l’unico laboratorio politico italiano in cui i gruppi dirigenti sono composti al 50% di donne.Siamo nati con l’idea che le diversità siano motivo di crescita e non di freno, quindi vogliamo essere plurali ed eterogenei in ogni nostra manifestazione politica e sociale.
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Tag: Milano, Regione
Categorie : Diritti, Emancipazione, Eventi, Laicità, Manifestazioni, Politica, Sinistra
G8 Genova – Scuola Diaz
19 06 2007Commenti : Lascia un commento »
Categorie : Democrazia, G8 Genova, Manifestazioni, Politica
Roma Pride 2007
17 06 2007Commenti : Lascia un commento »
Tag: Religione
Categorie : Diritti, Emancipazione, Eventi, Laicità, Manifestazioni
La festa e l’orgoglio: parità, dignità, laicità
16 06 2007
Red., 16 giugno 2007
Parrocchia San Salvatore Cormano
Oratorio San Luigi Cormano
A Roma sfila l’orgoglio gay che chiede i Dico. E i numeri sono tanti: oltre 600 mila persone. Con loro, anche tre ministri: Pollastrini, Ferrero e Pecoraro. Nella maggioranza la polemica è targata teodem e mastelliani
L’orgoglio gay sfila nella capitale e raduna oltre 600 mila persone, secondo le cifre fornite dagli organizzatori. Il corteo parte da piazzale Ostiense, percorre viale Aventino a arriva in quella piazza san Giovanni che poche settimane fa ha ospitato il Family day: i manifestanti chiedono parità, dignità e laicità e molti rivendicano lo status di famiglia a pieno titolo, si dicono infuriati per la legge sui Dico rimasta al palo. Temi che riaccendono la polemica tra maggioranza e opposizione, ma anche dentro l’Unione, che risente delle divergenze tra i cattolici e laici.
Presenti il ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero e quello dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.
E su questa partecipazione, magari solo per un saluto, si appuntano nella maggioranza le critiche dell’Udeur, e quelle indirette dell’Idv che elogia chi non è andato, mentre all’opposizione solo Benedetto Della Vedova, riformatore liberale eletto in Fi e il segretario della
Democrazia per le autonomie, Gianfrano Rotondi, mostrano di comprendere le ragioni della manifestazione. Per il resto, da An e Lega arrivano solo critiche mentre Fi sottolinea, con Renato Schifani, la “debolezza” del governo. Anche il premier ne riceve qualcuna, ma dai manifestanti, con il classico “Prodi babbeo, beccati ’sto corteo”, Oggi Roma è tutta gay”. Un fotomontaggio ritrae Prodi con Bush e Ratinger e la scritta “Il triangolo non l’avevo proprio a causa dei Dico che sembrano spariti dall’agenda. Fra gli altri slogan, “Meno Binetti, più diritti”, “Prodi dove sei? considerato”, come dalla nota canzone di Renato Zero.
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![Può succedere di tutto. Chi riesce a far cadere ora il governo farebbe strike». Fabio Mussi, coordinatore di Sinistra democratica, è appena tornato da Bolzano e quando lo incontriamo lo attende un difficilissimo consiglio dei ministri. E’ ben concreta la possibilità che lo scontro tra Mastella e Di Pietro sul «caso De Magistris» porti alla crisi. «Stiamo come d’autunno sugli alberi le foglie», cita Ungaretti. Chi è che può avere interesse a far cadere ora il governo? Le ragioni possono essere le più diverse. Nel merito, c’è la finanziaria e il protocollo sul welfare. C’è un quadro internazionale dove si sta riacutizzando la crisi in Iran e Medio Oriente e dove l’Italia è in prima linea. E infine c’è un centrosinistra in cui non sono riusciti a consolidarsi né il Pd né la sinistra. Per fortuna, forse, c’è stata la manifestazione di sabato. Devo essere onesto. Alla vigilia ho espresso timori che poi la manifestazione ha del tutto fugato. Temevo che il corteo potesse «sfuggire di mano», con un’aggressività verso il governo e verso la Cgil che poteva mettere in difficoltà la sinistra invece di aiutarla. Non ho mai dubitato delle intenzioni dei promotori, del resto tra noi c’è stato un vero dialogo, ma i miei timori si sono rivelati infondati. La manifestazione è stata bella, ampia e soprattutto politicamente forte. Mi hanno impressionato soprattutto le parole prese al volo tra i manifestanti. C’era davvero un’intelligenza politica di massa, senza nessuna dichiarazione stonata. Di fatto quel corteo ha detto tre cose: che la precarietà è la questione delle questioni, che il governo - ammesso che duri - deve ripartire dal suo programma, che c’è una forte domanda politica di unità a sinistra. Su questo, soprattutto, c’è stato «un di più», un’eccedenza, sia rispetto ai partiti che ai promotori. Non è proprio su questo «di più» che siamo tutti inadeguati? Assolutamente sì. Bisogna tornare alla realtà. Si dice riformismo ma poi si fa il contrario. Si rappresenta la flessibilità come una grande opportunità sapendo che significa esattamente il contrario. Nel linguaggio e nelle ideologie che corrono c’è il marchio di un’egemonia che subiamo. Si ma come traduci questo discorso politicamente? Tu stesso hai votato, con riserva, il protocollo sul welfare. Ho dato un giudizio articolato. Sulla parte previdenziale era un buon compromesso. Mentre è del tutto insoddisfacente, al di là di qualche miglioramento, la parte sul lavoro. E’ evidente che la distanza siderale tra la dimensione drammatica della precarietà e le soluzioni proposte ha allargato il fiume della delusione. Tu stesso l’hai definita una bella manifestazione. Nella Cgil si è aperta una riflessione su chi della Fiom vi ha partecipato. Che ne pensi? Rispetto la dialettica interna al sindacato. Una sinistra che nasce non può prescindere dal rapporto con il sindacato. Io stesso vengo da una famiglia operaia. A casa mia erano tutti della Fiom. Mi auguro che questa discussione anche aspra non porti a una rottura. Spero che si trovi la strada per difendere l’assetto confederale del sindacato. La confederalità è il contrario del comando, ma guarda all’unità ed è un valore, non è che ognuno fa quello che vuole. Pensi che il protocollo possa essere migliorato? Faremo il possibile per migliorarlo, certo. Il sindacato è fondamentale per la democrazia. Ma discutere di politica economica e del lavoro non si esaurisce in una vertenza contrattuale. Si parla di un’idea di società, in cui la politica non può essere considerata un’indebita ingerenza. In questo caso la rappresentanza del lavoro non si esaurisce nel sindacato, ha bisogno di politica.Per la Costituzione il parlamento è sovrano. Tutto quello che si può fare a favore dei lavoratori deve essere guardato con simpatia e rispetto. Il sistema delle autonomie tra politica e sindacato, insomma, deve funzionare nei due versi. E se ci fosse la fiducia? Comunque vadano le cose il governo non deve cadere da sinistra. Va evitato come la peste. Ma questa sinistra come può essere più credibile? Quel corteo ha detto ai quattro partiti della sinistra: fateci partecipare e datevi una mossa. Di unire le forze il Pd parla da 12 anni. Noi per farlo abbiamo non dico 12 mesi ma molto molto meno. Perciò dobbiamo essere coraggiosi e innovativi. Capisco che un passaggio «federale» possa essere considerato insufficiente ma naturalmente dobbiamo fare ciò che è possibile. Penso però che un gruppo parlamentare unico alla camera e al senato sarebbe un segnale positivo, molto visibile e molto incisivo. Del resto, sulla finanziaria abbiamo fatto un lavoro comune eccellente, abbiamo fatto sfigurare il Pd, che ha presentato il triplo di emendamenti. Ma vanno sciolti i partiti che ci sono oppure no? Noi non abbiamo voluto fare un nuovo partito. Alla sola idea di passare la vita a contendere a Pdci, Prc e Verdi lo 0,2% mi butto dalla finestra. La nostra funzione è dare una mano: [CORSIVO]solve et coagula[/CORSIVO], diceva Alex Langer nel suo ultimo libro. Sciogliere e riaggregare. Però sono un gradualista, faremo quello che è possibile fare sapendo che tutto dipende da noi. La manifestazione del 20 è stata chiarissima, ci ha aiutato. Ho visto che perfino il Pd ha timore di essere un «partito liquido» e senza iscritti. La nuova sinistra, se vuole avere una prospettiva di governo, deve essere qualcosa di solido, di radicato nella società, di pesante. Qual è la prima mossa? Domani (oggi per chi legge, [CORSIVO]ndr[/CORSIVO]) ci vediamo con Giordano, Diliberto e Pecoraro. L’idea è convocare a metà dicembre gli stati generali della sinistra. Qualcosa di simile a un «social forum», dove si incontrino non solo le quattro forze politiche ma un campo di forze vastissimo, che va al di là della forza pur non irrilevante, intorno al 12-13%, dei pariti che ci sono. Una sinistra divisa non rappresenta più la società. Unificarla corrisponde alla vocazione di centinaia di migliaia di persone, che ritengono inimmaginabile che la sinistra scompaia dal lessico politico italiano. Serve però una sinistra più avanzata, che risponda ai problemi del XXI secolo. Ricombinare gli schemi del passato non funziona. La memoria è nostra ma i problemi sono nuovi. Questa sinistra non ha anche un problema di leadership? Non mettiamo il carro davanti ai buoi. C’è bisogno di un processo molto partecipato la cui chiave siano i programmi e le idee. Concordo con Giordano, se ci buttiamo alla contesa sulla leadership come ha fatto il Pd siamo perduti. Nessuno di noi cerca primati personali, di personalizzazione della politica ce n’è fin troppa. Prima del 20 ottobre si è vociferato di tue possibili dimissioni da coordinatore di Sd. Resti alla guida del movimento? E’ vero. Abbiamo avuto una discussione molto animata sul protocollo, sulla condotta da tenere in consiglio dei ministri e sulla manifestazione. E’ una discussione che prosegue. Sì, sono ancora il coordinatore.](http://cormano.files.wordpress.com/2007/10/errore20ottobre.png)

















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