Susanna Camusso
La cronaca ci parla della crescente ondata di vessazione fisica e psicologica ai danni del mondo femminile. Per questo, andrebbero ripensati i rapporti uomo-donna e la famiglia stessa. Inoltre, perchè non organizzare una manifestazione nazionale sul tema?
Reggio Emilia tribunale, Milano Parco Lambro, Bergamo strada provinciale, elenco purtroppo parziale sfogliando le prime pagine di un quotidiano.
Gira sulla rete un appello “Adesso basta”, viene dalla Casa delle donne maltrattate, è la reazione immediata e necessaria dopo Reggio Emilia. E’ la reazione dello sfinimento, dell’esasperazione per una cronaca brutale ed infinita, ma è anche il segno che c’è bisogno di reagire, c’è bisogno di una risposta corale, di provare a cambiare la direzione se non della Storia, almeno della cronaca.
C’è bisogno anche di rendere evidente ciò che a noi tutte è da sempre noto, ovvero che all’origine della violenza sulle donne c’è la negazione della libertà femminile, c’è la volontà di controllo del corpo che dà la vita, c’è il conflitto donna-uomo.
Sufficiente? Credo si debba provare a guardare ancora, perché esiste una sessualità malata, violenta che va oltre donna-uomo, come ci dice la cronaca di Milano. Eppure siamo il Paese che proclama la vita, il Paese della Legge 40, dell’eutanasia, del testamento biologico: allora perché non si tuona da ogni pulpito contro la violenza, a difesa dell’integrità della persona? C’è forse un interesse a vedere come distinta la mente e il corpo? A vedere di quel corpo solo la funzione della procreazione “a prescindere” (ad esempio quando si nega l’interruzione di gravidanza per stupro etnico)? Ma se è così, se si riduce la persona solo ad una sua possibile funzione, che concezione è della vita? Leggi il seguito di questo post »

Una forza della sinistra ispirata ai principi del socialismo, che vuole portare alla ribalta il tema del lavoro e delle questioni social, con un occhio di riguardo per le donne, assenti nella vita politica e tra i soggetti piu’ penalizzati quando si parla di precarieta’ e pensioni basse. Titti Di Salvo e Cesare Salvi, da ieri presidenti dei gruppi di Sinistra Democratica di Camera e Senato, approfittano della presentazione ufficiale dei gruppi per metter in chiaro quali sono gli obiettivi a cui lavora’ da oggi Sd.















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