Tor Vergata: una drammatica aggressione, una morte violenta e lo scatenamento di una reazione che definire securitaria è probabilmente poco. Qualche ora dopo non si capisce se il paese gioisce o ignora che gli è stata data in pasto una reazione esemplare, tranquillizzante che rimuove, con la scelta delle espulsioni di massa, la paura collettiva.
Vorrei levare la mia voce per dire che la mia paura non è quietata, anzi cresce. Cresce perché credo che si sia alimentata in poche ore una gigantesca ondata xenofoba, e soprattutto si sia cancellata l’identità della vittima. Perché nessuna voce riconosce, che non è “solo”un ennesimo episodio di cronaca nera ma è l’ennesima violazione del corpo e della mente di una donna. Perché nessun uomo, la politica, non vede che se non si affronta questo problema si continua a nascondere la violenza che ha origine nelle mura di casa, dentro la “sacralità” della famiglia e si spande per le strade.
Per me serenità è che si affermi l’inviolabilità del corpo e della menti delle donne, si riconosca la libertà femminile. Per questo le donne saranno in piazza il 24 novembre, perché si dica e si faccia, perché bisogna riconoscere che il tema sono i rapporti di potere uomo donna, per sconfiggere questa violenza, bisogna riconoscere i sintomi, prevenire perché la repressione a posteriori ricorda troppo le lacrime di coccodrillo.
di Susanna Camusso – Segretaria Regionale CGIL Lombardia
fonte www.sdmilano.it
Susanna Camusso
La cronaca ci parla della crescente ondata di vessazione fisica e psicologica ai danni del mondo femminile. Per questo, andrebbero ripensati i rapporti uomo-donna e la famiglia stessa. Inoltre, perchè non organizzare una manifestazione nazionale sul tema?

Democrazia per le autonomie, Gianfrano Rotondi, mostrano di comprendere le ragioni della manifestazione. Per il resto, da An e Lega arrivano solo critiche mentre Fi sottolinea, con Renato Schifani, la “debolezza” del governo. Anche il premier ne riceve qualcuna, ma dai manifestanti, con il classico “Prodi babbeo, beccati ’sto corteo”, Oggi Roma è tutta gay”. Un fotomontaggio ritrae Prodi con Bush e Ratinger e la scritta “Il triangolo non l’avevo proprio a causa dei Dico che sembrano spariti dall’agenda. Fra gli altri slogan, “Meno Binetti, più diritti”, “Prodi dove sei? considerato”, come dalla nota canzone di Renato Zero.
Tra i mille colori del movimento lgbt italiano sfileranno anche altri colori, quelli dell’associazionismo diffuso, del movimento delle donne, delle organizzazioni giovanili e sindacali.
Le adesioni fioccano, i protagonisti del Family day che fu non ci stanno. Nella Margherita si ripropone il confronto già avuto durante il Ddl Bindi -Pollastrini sui Di.Co. Al di la di tutto, sabato sarà festa vera.
Una forza della sinistra ispirata ai principi del socialismo, che vuole portare alla ribalta il tema del lavoro e delle questioni social, con un occhio di riguardo per le donne, assenti nella vita politica e tra i soggetti piu’ penalizzati quando si parla di precarieta’ e pensioni basse. Titti Di Salvo e Cesare Salvi, da ieri presidenti dei gruppi di Sinistra Democratica di Camera e Senato, approfittano della presentazione ufficiale dei gruppi per metter in chiaro quali sono gli obiettivi a cui lavora’ da oggi Sd.















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