Identità negata

2 11 2007

Tor Vergata: una drammatica aggressione, una morte violenta e lo scatenamento di una reazione che definire securitaria è probabilmente poco. Qualche ora dopo non si capisce se il paese gioisce o ignora che gli è stata data in pasto una reazione esemplare, tranquillizzante che rimuove, con la scelta delle espulsioni di massa, la paura collettiva.

Vorrei levare la mia voce per dire che la mia paura non è quietata, anzi cresce. Cresce perché credo che si sia alimentata in poche ore una gigantesca ondata xenofoba, e soprattutto si sia cancellata l’identità della vittima. Perché nessuna voce riconosce, che non è “solo”un ennesimo episodio di cronaca nera ma è l’ennesima violazione del corpo e della mente di una donna. Perché nessun uomo, la politica, non vede che se non si affronta questo problema si continua a nascondere la violenza che ha origine nelle mura di casa, dentro la “sacralità” della famiglia e si spande per le strade.

Per me serenità è che si affermi l’inviolabilità del corpo e della menti delle donne, si riconosca la libertà femminile. Per questo le donne saranno in piazza il 24 novembre, perché si dica e si faccia, perché bisogna riconoscere che il tema sono i rapporti di potere uomo donna, per sconfiggere questa violenza, bisogna riconoscere i sintomi, prevenire perché la repressione a posteriori ricorda troppo le lacrime di coccodrillo.

di Susanna Camusso – Segretaria Regionale CGIL Lombardia
fonte www.sdmilano.it





Violenza sulle donne: no alle risposte formali

20 10 2007

Susanna Camusso
La cronaca ci parla della crescente ondata di vessazione fisica e psicologica ai danni del mondo femminile. Per questo, andrebbero ripensati i rapporti uomo-donna e la famiglia stessa. Inoltre, perchè non organizzare una manifestazione nazionale sul tema?

Reggio Emilia tribunale, Milano Parco Lambro, Bergamo strada provinciale, elenco purtroppo parziale sfogliando le prime pagine di un quotidiano.
Gira sulla rete un appello “Adesso basta”, viene dalla Casa delle donne maltrattate, è la reazione immediata e necessaria dopo Reggio Emilia. E’ la reazione dello sfinimento, dell’esasperazione per una cronaca brutale ed infinita, ma è anche il segno che c’è bisogno di reagire, c’è bisogno di una risposta corale, di provare a cambiare la direzione se non della Storia, almeno della cronaca.
C’è bisogno anche di rendere evidente ciò che a noi tutte è da sempre noto, ovvero che all’origine della violenza sulle donne c’è la negazione della libertà femminile, c’è la volontà di controllo del corpo che dà la vita, c’è il conflitto donna-uomo.
Sufficiente? Credo si debba provare a guardare ancora, perché esiste una sessualità malata, violenta che va oltre donna-uomo, come ci dice la cronaca di Milano. Eppure siamo il Paese che proclama la vita, il Paese della Legge 40, dell’eutanasia, del testamento biologico: allora perché non si tuona da ogni pulpito contro la violenza, a difesa dell’integrità della persona? C’è forse un interesse a vedere come distinta la mente e il corpo? A vedere di quel corpo solo la funzione della procreazione “a prescindere” (ad esempio quando si nega l’interruzione di gravidanza per stupro etnico)? Ma se è così, se si riduce la persona solo ad una sua possibile funzione, che concezione è della vita? Leggi il seguito di questo post »





Gay street Roma

3 08 2007

A Roma è stata inaugurata la prima gay-street d’Italia








Olof Palme. Vita e assassinio di un socialista europeo – Milano 3 luglio 2007

5 07 2007




Donne, Famiglie e Lavoro

30 06 2007




Pride Milano 2007

25 06 2007




Gay Pride Milano – Intervento di Paolo Ferigo e Amedeo Patrizi

23 06 2007




Gay pride Milano

22 06 2007



Sinistra Democratica di Milano aderisce alla tavola di valori e sostiene il Gay Pride che si terrà a Milano Sabato 23 giugno, diamo appuntamento a tutti quanti vorranno parteciparvi alle ore 17 in Porta Venezia dietro allo striscione del nostro movimento!
Ci spaventa il cupo clima di insofferenza verso tutte le questioni legate ai diritti civili e alle questioni di laicità. Sinistra Democratica è nata anche per lavorare ad estendere i diritti civili a quelle persone osteggiate da una morale benpensante: siamo a favore del riconoscimento delle coppie di fatto, siano esse omosessuali o eterosessuali, siamo a favore dell’idea che non possa esistere una sola idea di famiglia. Lavoreremo per fare sì che queste idee diventino larga maggioranza nel Paese, perché ci sembra che in realtà esse siano già molto diffuse e che solo alcuni settori della Chiesa e delle elités politiche non se ne siano ancora accorti. Pensiamo anche che in Italia, fra le tante questioni irrisolte, ve ne sia ancora più d’una legata al mondo femminile, alla partecipazione democratica delle donne alla vita civile, politica ed economica del Paese. Sinistra Democratica di Milano è forse l’unico laboratorio politico italiano in cui i gruppi dirigenti sono composti al 50% di donne.Siamo nati con l’idea che le diversità siano motivo di crescita e non di freno, quindi vogliamo essere plurali ed eterogenei in ogni nostra manifestazione politica e sociale.





Roma Pride 2007

17 06 2007




La festa e l’orgoglio: parità, dignità, laicità

16 06 2007

Red., 16 giugno 2007
Parrocchia San Salvatore Cormano


Oratorio San Luigi Cormano
A Roma sfila l’orgoglio gay che chiede i Dico. E i numeri sono tanti: oltre 600 mila persone. Con loro, anche tre ministri: Pollastrini, Ferrero e Pecoraro. Nella maggioranza la polemica è targata teodem e mastelliani
L’orgoglio gay sfila nella capitale e raduna oltre 600 mila persone, secondo le cifre fornite dagli organizzatori. Il corteo parte da piazzale Ostiense, percorre viale Aventino a arriva in quella piazza san Giovanni che poche settimane fa ha ospitato il Family day: i manifestanti chiedono parità, dignità e laicità e molti rivendicano lo status di famiglia a pieno titolo, si dicono infuriati per la legge sui Dico rimasta al palo. Temi che riaccendono la polemica tra maggioranza e opposizione, ma anche dentro l’Unione, che risente delle divergenze tra i cattolici e laici.
Presenti il ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero e quello dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.
E su questa partecipazione, magari solo per un saluto, si appuntano nella maggioranza le critiche dell’Udeur, e quelle indirette dell’Idv che elogia chi non è andato, mentre all’opposizione solo Benedetto Della Vedova, riformatore liberale eletto in Fi e il segretario della Democrazia per le autonomie, Gianfrano Rotondi, mostrano di comprendere le ragioni della manifestazione. Per il resto, da An e Lega arrivano solo critiche mentre Fi sottolinea, con Renato Schifani, la “debolezza” del governo. Anche il premier ne riceve qualcuna, ma dai manifestanti, con il classico “Prodi babbeo, beccati ’sto corteo”, Oggi Roma è tutta gay”. Un fotomontaggio ritrae Prodi con Bush e Ratinger e la scritta “Il triangolo non l’avevo proprio a causa dei Dico che sembrano spariti dall’agenda. Fra gli altri slogan, “Meno Binetti, più diritti”, “Prodi dove sei? considerato”, come dalla nota canzone di Renato Zero.

continua su www.aprileonline.it





Tutti in piazza per il GayPride!

16 06 2007

Aurelio Mancuso, 15 giugno 2007

Tra i mille colori del movimento lgbt italiano sfileranno anche altri colori, quelli dell’associazionismo diffuso, del movimento delle donne, delle organizzazioni giovanili e sindacali.
Insieme per chiedere una democrazia più matura
Ed eccoci alla vigilia del Roma Pride 2007. Tra i mille colori del movimento lgbt italiano sfileranno anche altri colori, quelli dell’associazionismo diffuso, del movimento delle donne, delle organizzazioni giovanili e sindacali. Un fiume di popolo che invaderà allegramente le vie di Roma, per sottolineare come la laicità dello Stato sia oggi un tema centrale. La laicità vissuta non solo come difesa delle prerogative delle istituzioni, ma come strumento con cui efficacemente costruire la convivenza civile, tenendo conto di tutte le idee e culture in campo. C’è bisogno che l’Italia possa finalmente vivere in una democrazia matura, che ponga la pezzi del cattolicesimo integralista, ma che non sono in sintonia con il vissuto della stragrande maggioranza degli italiani, questione dei diritti civili ed umani al primo posto, tralasciando tentazioni neo restauratrici, che possono consolare alcuni che da tempo ha imboccato la strada, attraverso la conquista di alcuni fondamentali diritti e libertà, del pluralismo.

continua su www.aprileonline.it





Il Roma Pride è per tutti

14 06 2007

E. S., 13 giugno 2007
Le adesioni fioccano, i protagonisti del Family day che fu non ci stanno. Nella Margherita si ripropone il confronto già avuto durante il Ddl Bindi -Pollastrini sui Di.Co. Al di la di tutto, sabato sarà festa vera.
Al contrario del Family day dello scorso dodici maggio, kermesse discriminante e provocatoria soltanto per aver scelto come data quella del referendum sul divorzio del 1974, al “Roma Pride” di sabato prossimo potranno partecipare tutti, omosessuali e non, single e non, famiglie o quasi: verrebbe da dire in ossequio alla parola di Gesù Cristo, per il quale le porte del paradiso erano aperte a chiunque avesse meritato in terra, contribuendo alla felicità del prossimo senza guardare ai suoi orientamenti sessuali.
E che sarà una festa di libertà, di vera libertà, lo si intuisce anche dalle adesioni “trasversali” che iniziano ad arrivare, a partire da una delegazione dei Democratici di sinistra, guidata da Vittoria Franco (responsabile del Coordinamento nazionale delle donne) e composta da Andrea Ranieri, responsabile “Sapere e Innovazione” della segreteria nazionale; oltre a lor ci sarà anche Ivana Bartoletti, responsabile “Diritti civili” della direzione della Quercia: insomma, malgrado i tentennamenti strategici dei suoi leader, i Ds hanno dato la loro adesione ufficiale alla manifestazione, come ribadisce un comunicato dell’Ufficio stampa della Direzione nazionale dei Ds.

Continua su www.aprileonline.it





Priorità: lavoro e condizione femminile

19 05 2007

Una forza della sinistra ispirata ai principi del socialismo, che vuole portare alla ribalta il tema del lavoro e delle questioni social, con un occhio di riguardo per le donne, assenti nella vita politica e tra i soggetti piu’ penalizzati quando si parla di precarieta’ e pensioni basse. Titti Di Salvo e Cesare Salvi, da ieri presidenti dei gruppi di Sinistra Democratica di Camera e Senato, approfittano della presentazione ufficiale dei gruppi per metter in chiaro quali sono gli obiettivi a cui lavora’ da oggi Sd.

Prima di parlare dell’agenda di lavoro dei nuovi gruppi parlamentari, Cesare Salvi non risparmia qualche frecciata agli ormai ex colleghi di partito: ”Qualcuno ha parlato di preoccupazione per la nascita del nostro gruppo in quanto poteva destabilizzare il governo ma – dice Salvi mostrando il titolo dell’Unita’ e un editoriale di Europa – e’ il contrario. I rischi per il governo vengono dal centro dello schieramento e non solo da Mastella, la nascita del Partito Democratico contribuisce alla destabilizzazione”.

continua su www.sinistra-democratica.it