Bilancio sociale del Comune di Cormano

30 06 2007




Cormano – Risparmio energetico negli edifici

30 06 2007




Donne, Famiglie e Lavoro

30 06 2007




Intervista a Roberto Cellini

29 06 2007

Roberto Cellini è capogruppo di Rifondazione Comunista al Consiglio Comunale di Cormano. Nato il 24/08/1953 è sposato con un figlio. Di professione è impiegato e risiede a Cormano dal 1988.

La fusione tra Democratici di Sinistra e la Margherita cambia il quadro politico nazionale. Che idea ti sei fatto sulla nascita del Partito Democratico? Credi sia un progetto di stabilizzazione della coalizione di centro-sinistra, cercando di fare breccia nell’elettorato di centro, oppure pensi che sia uno smarcamento dall’attuale bipolarismo, e quindi dall’Unione, verso un sistema nuovamente centrista, insomma usando le parole di Follini “Una nuova DC che guarda a Sinistra”?

Il progetto del PD viene da lontano. Trova la propria progenie nel compromesso storico, e in quella cultura che sosteneva la necessità per la sinistra di arrivare al governo del paese solo attraverso l’ alleanza delle grandi forze politiche e popolari italiane(ai tempi DC, PSI e PCI).
Il progetto del Partito Democratico si completa nel tentativo di modificare la legge elettorale per via referendaria: la raccolta di firme, che per fortuna sta andando maluccio, si pone come obiettivo la nascita di un sistema bipolare secco – all’americana – che tenda ad annacquare le differenze tra i due poli, e implicitamente a isolare, condizionare e cancellare la sinistra.
Insomma vedo nel PD un progetto unicamente pragmatico ed efficentista che tende a tralasciare gli aspetti contenutistici, valoriali e culturali della sinistra.

Le dichiarazioni di Penati sulle maggioranze variabili non ti hanno fatto pensare a un PD che vuole avere le mani libere? un PD che a seconda delle convenienze elettorali si coalizza sia con i partiti di sinistra sia con quelli di destra, Forza Italia compresa?

È troppo presto per dirlo. Considero le dichiarazioni di Penati più che un vero e proprio progetto politico, il tentativo di intimidire i suoi ex compagni di partito che sono confluiti in Sinistra Democratica e le forze politiche della cosiddetta sinistra radicale . Del resto alla Provincia Milano è possibile un’unica maggioranza, non è possibile pensare ad alcuna maggioranza alternativa così come non è possibile contrattare col centro. Leggi il seguito di questo post »





Settembre – la Sinistra sarà Unita

29 06 2007




TG NordMilano 29/06/07

29 06 2007




L’assessore alla Provincia di Milano Paolo Matteucci aderisce a Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo

29 06 2007

Assessore Viabilità – Opere pubbliche stradali – Mobilità e trasporti

E’ nato a Milano il 21 gennaio 1959.

Studi
1978 Diploma Maturità classica, Liceo C.Beccaria di Milano.
1986 Laurea in Scienze Politiche Università Statale degli Studi di Milano, indirizzo Programmazione socio-economica.

Iter politico
1999-2004 Consigliere (capogruppo) Provincia di Milano. Membro della Commissione Affari Istituzionali e Attività Economiche.
1997-1999 Assessore Provincia di Milano (Agricoltura, politiche del verde e della mobilità ciclopedonale, Presidente del Parco Agricolo Sud Milano) occupandosi degli aspetti di programmazione economica-territoriale e del processo di deleghe delle politiche nel campo dell’A gricoltura ex-l.r. 11/99.
1995-1997 Consigliere (capogruppo) Provincia di Milano seguendo in particolare Commissione Attività Economiche e Infrastrutture/ territorio.
1990-1994 Consigliere comunale (capogruppo) a Sesto S. Giovanni (MI).

Altre esperienze significative
1994-2004 Funzionario – quadro in Regione Lombardia ricoprendo i seguenti incarichi:
2001-2004 Quadro professional Strategie e strumenti per la Società dell’Informazione della D.G. Artigianato, Nuova Economia, Ricerca ed Innovazione Tecnologica: analisi, definizione e stesura dei Documenti di indirizzo e programmazione regionale in materia;
2000-2001 Quadro responsabile della U.O.O. Nuovi indirizzi in materia di politica del lavoro e dei servizi per l’impiego della D.G. Formazione Professionale e Politiche del Lavoro: definizione dei primi atti di indirizzo ed attuazione delle funzioni delegate in materia di politiche del lavoro;
1999-2000 Quadro responsabile della Attuazione strumenti giuridico-convenzionali e contrattazione negoziata: programmazione, attuazione e gestione progetti ex L.R. 30/94 e della rete dei costituendi Centri di Eccellenza promossi dalla Regione Lombardia in rapporto con le Università presenti sul territorio;
1998-1999 Quadro, responsabile U.O.O. Sviluppo dei nuovi progetti e programmazione F.E.R.S.: direzione gruppi di lavoro e di valutazione e gestione dei Programmi Comunitari, partecipazione ai lavori della segreteria tecnica della Cabina di regia regionale;
1997-1998 Funzionario referente delle attività di programmazione e gestione Fondi U.E., responsabile dell’unità operativa organica Monitoraggio programmi U.E.;
1995-1996 Trasferito alla D.G. Attività produttive, funzionario referente delle attività di programmazione, attuazione e gestione fondi comunitari F.E.R.S.(aree Ob. 2), Programmi Resider II e Retex;
1994-1995 Funzionario inserito nello staff del Dirigente Coordinatore della D.G. Lavoro, Formazione Professionale, Industria, Agricoltura e Artigianato. Materie trattate in particolare: politiche e mercato del lavoro in relazione all’utilizzo del FSE e predisposizione di testi legislativi in materia di politiche del lavoro;
1991-1993 Assistente del Vice Presidente Provincia di Milano, occupandosi
specificatamente di Programmazione Territoriale;
1978-1990 Attività pubblicistica e politica. Responsabile segreteria Gruppo in Consiglio Regionale della Lombardia





Nasce il gruppo di Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo alla Provincia di Milano

29 06 2007

Giuseppe Maria Foglia – Capogruppo
Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo

Giuseppe Maria FogliaNato a Milano l’11 settembre 1954, risiede a Rozzano dal 1960.
Conseguito il diploma di Perito Industriale all’Itis “G. Feltrinelli”, lavora fino al 1987 alle dipendenze di una primaria Compagnia di assicurazioni.
Dal 1988 al 1990 è funzionario della Federazione milanese dell’allora PCI, poi PDS.
Nel 1991 e 1992 è consulente dell’Assessorato alla Programmazione Territoriale e assistente del Vice Presidente della Provincia di Milano, Cristian Candrian.
Dal 1993 è Direttore commerciale di una Agenzia di marketing e pubblicità.
E’ stato, tra il 1990 e il 1995, Consigliere, Assessore e poi Sindaco del Comune di Rozzano, città ove fin da giovanissimo ha svolto molteplici attività sociali e politiche.
Dal 1996 al 1998 è stato responsabile provinciale Enti Locali dei DS.
Eletto per la prima volta in Consiglio provinciale nel 1999 (Collegio di Rozzano) è stato Presidente della Commissione Bilancio e Programmazione Finanziaria e componente della Commissione Viabilità e Trasporti.
Rieletto nel 2004, è capogruppo dei Democratici di Sinistra.

Massimo Roberto Gatti
Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo

Massimo Roberto Gatti Nato il 12.05.56 a Milano
Durante l’estate del 1974 esperienza stagionale di lavoro operaio presso una grande industria di produzione alimentare
Nel luglio 1975 ho conseguito il Diploma di Maturità Classica, presso il liceo Classico “Beccaria” di Milano, riportando il punteggio di 46/60
Dal 1975 al 1982 ho svolto un ruolo di direzione all’interno di un’Associazione a carattere nazionale.
Dal novembre 1982 al novembre 1983 ho assolto regolarmente gli obblighi militari.
Dal settembre 1985 al giugno 2004 sono stato Sindaco pro tempore del Comune di Paullo (Mi) acquisendo un’ampia e lunga esperienza amministrativa che si è arricchita anche nel campo della formazione professionale e delle Aziende Speciali.
Dal luglio 1986 ad ottobre 1996 sono stato alle dipendenze di una Società privata del settore ittico la “Pescabrava s.r.l.”, con funzioni tecniche e di controllo dell’area commerciale.
A marzo del 1994 mi sono laureato in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano, riportando la votazione di 93/110.
Dal 1995 al 1999 Presidente dell’Assemblea del Consorzio di formazione professionale del Sud-Est Milanese
Dal febbraio 1997 all’aprile 2000 come funzionario presso il Consiglio Regionale della Lombardia assunto con un contratto di diritto privato a tempo determinato, ho svolto le seguenti mansioni:
- Assistenza e collaborazione alla formulazione delle proposte legislative ed amministrative dei Consiglieri Regionali;
- Istruttoria e valutazione delle proposte formulate dai Consiglieri;
- Assistenza ai lavori d’aula e di Commissione.
Dal 1998 Amministratore di Azienda Speciale trasformata successivamente in S.p.A.

Alessandro Pezzoni
Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo

Alessandro PezzoniNasce a Milano il 16 maggio 1946 – inizia a lavorare nel 1960 presso un artigiano di Milano, continua gli studi serali conseguendo l’avviamento al lavoro e successivamente il diploma di geometra.
Nel 1973 si sposa e nel 1975 viene assunto dalla Banca Commerciale Italiana di Milano.
Nel 2002, dopo 42 anni di lavoro è pensionato.Nel 1973 entra come attivista nel sindacato inquilini SUNIA, nel 1974 si iscrive al Partito Comunista Italiano.
Nel 1980 viene eletto consigliere nella Circoscrizione n. 15 Chiesa Rossa-Gratosoglio occupandosi dei problemi della casa e del territorio.
Nel 1985 viene rieletto rivestendo il ruolo di coordinatore della Commissione Casa e successivamente di Capogruppo.
Nel 1990 viene eletto Presidente del Consiglio di Zona 15.Nel 1992 aderisce al Partito dei Democratici di Sinistra.
Nel 1995, dopo la vittoria della Lega Nord, lascia la presidenza e viene rieletto come consigliere rivestendo il ruolo di Capogruppo.
In banca si occupa di operazioni di transito e di Fondi d’investimento, nel 1995 entra nella R.S.A. della Fisac/Cgil e si occupa di salute e sicurezza sui posti di lavoro.
Nel 1998, dopo l’entrata in vigore del Dlg 626/94, viene eletto Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza in Banca Commerciale Italiana.Per Fisac/Cgil si occupa a livello regionale della salute e sicurezza nel settore del Credito.Nel 2004 viene nominato, su indicazione della Cgil Lombardia, nel Comitato regionale INPS.
E’ presidente del Centro culturale “Conca Fallata” circolo ARCI di Milano.





TG NordMilano 28/06/07

28 06 2007




Intervista a Samuele Gatto

26 06 2007

Samuele Gatto è capogruppo di Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo nel Consiglio Comunale di Cormano

La fusione DS-DL cambia il quadro politico nazionale. Quali sono le tue opinioni sulla nascita del Partito Democratico? Credi sia un progetto che abbia come scopo una maggiore stabilizzazione della coalizione di centro-sinistra, cercando di fare breccia nell’elettorato di centro, oppure pensi sia uno smarcamento dall’attuale bipolarismo, e quindi dall’Unione, verso un sistema nuovamente centrista?

Il progetto del PD, dal punto di vista della rappresentanza parlamentare, è un progetto interessante: esso ha il pregio di semplificare il quadro politico italiano, tuttavia è un progetto che, personalmente, non suscita entusiasmo. Il Pd guarda in una direzione differente rispetto ad una moderno partito politico riformista e socialista, e da questo punto di vista è un passo indietro rispetto al progetto politico che stava alla base dei Democratici di Sinistra. Il Partito Democratico non si rifarà ai contenuti e ai valori della socialdemocrazia europea.
Questo mi sembra chiaro anche guardando all’attualità politica. Pensiamo all’esempio della questione cittadino-consumatore: personalmente ritengo importantissime le liberalizzazioni, ma queste non possono non essere accompagnate da una politica salariale adeguata che permetta di essere effettivamente dei consumatori. Insomma il cittadino è prima un lavoratore che un consumatore.
Ma pensiamo anche all’esempio della riforma delle pensioni: al di là delle valutazioni economiche sull’opportunità di superare lo scalone, ritengo inaccettabile che gli esponenti del futuro PD non si assumano la responsabilità politica del superamento.
Non credo ci si possa scordare che questo era uno dei punti cardine del programma che, come coalizione, abbiamo presentato agli elettori – anzi uno di quei punti che probabilmente ci ha fatto vincere – ne tanto meno si può pensare che, prima delle elezioni del 2006, non si sapesse dell’impatto economico che il superamento avrebbe comportato.

Quindi ritieni che le innovazioni del Pd si fermino unicamente a una maggiore semplificazione del quadro politico? Non credi, per esempio, che l’introduzione delle primarie possa essere uno strumento di maggiore democrazia?

Le primarie sono uno strumento che contribuisce alla partecipazione politica, come hanno dimostrato i 4 milioni di votanti dell’ottobre di due anni fa, ma la partecipazione non si può fermare alla sola scelta della leadership e del resto i partiti hanno già forme di democrazia interna molto simili alle primarie: i congressi.
Credo che il nodo principale della democrazia partecipativa, e su questo noi di Sinistra Democratica abbiamo intenzione di lavorare molto, sia il maggiore coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni politiche. Se pensiamo che l’unico momento in cui è opportuno coinvolgere le persone sia la scelta del capo allora siamo molto vicini a una deriva populistica che non appartiene ai valori e neppure alla tradizione della sinistra, e che anzi si avvicina molto al berlusconismo e alla concezione delle destre per cui la democrazia consiste nel ricevere una delega in bianco per 5 anni.
Insomma credo che concretamente le primarie possano avere un ruolo dirimente nella scelta dei candidati per le elezioni, ma anche che la partecipazione non si debba fermare solo a questo. Leggi il seguito di questo post »





Venice forum, incontro sulle politiche energetiche europee

26 06 2007




TG NordMilano 26/06/07

26 06 2007




L’evasione clericale

26 06 2007

Nane Cantatore, 25 giugno 2007
L’Antitrust europeo vuole vederci chiaro sugli sconti all’Ici per gli istituti di proprietà religiosa, uno dei tanti regali dello Stato italiano alla Chiesa cattolica
La Chiesa cattolica in Italia ha una certa importanza, e non soltanto dal punto di vista morale o dell’ossequio puntualmente ricevuto da ogni potere politico: la Chiesa ha una grande forza economica, dovuta a due fattori primari. Il primo è la proprietà immobiliare, acquisita nei secoli e mai mollata a nessuno, e consolidata negli anni della grande speculazione edilizia; il secondo è la disponibilità di lavoro a costo praticamente zero, grazie al personale degli ordini religiosi. Senza contare il terzo fattore: la facilità con cui le istituzioni cattoliche aprono attività e ottengono appalti, specie nel campo dei servizi sociali e sanitari. È chiaro che qualunque attore economico sia in grado di mettere insieme questi tre fattori di vantaggio competitivo si trova in una posizione di forza quasi insuperabile per qualunque concorrente. Inoltre, potendo contare su questa riserva di competitività impropria, si accumulano ulteriori capitali da investire in altre attività, e non c’è allora da stupirsi se una gran parte dell’economia italiana, a cominciare dalla finanza, è di chiara “ispirazione cattolica”.

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