di Francesca di Gaspero, Andrea Candrian, Alice Leone
Guardiamo al futuro e siamo convinti che la sfida che abbiamo cominciato insieme sia impegnativa ma stimolante. Abbiamo la possibilità di creare un percorso che riaccenda l’interesse di quanti nel tempo si sono disamorati della politica e di tutti quelli che immaginano ancora IL Mondo Migliore.
Vogliamo creare un movimento utile alla crescita della sinistra in Italia e in Europa che sappia guardare agli interessi del nostro Paese: Una sinistra nuova, autonoma, plurale, critica, larga, della cultura,che valorizzi l’eguaglianza di opportunità, antifascista che condivida l’appartenenza al Pse, la difesa della laicità dello Stato come spazio di libertà di tutti, il principio della pace e della non violenza.
Stiamo costruendo un movimento. Nuovo.
I movimenti nascono per rappresentare istanze culturali e sociali e per tradurle sul piano politico e contengono nel loro nucleo un orientamento ideale e perfino filosofico specifico capace di offrire una interpretazione dell’esistente per progettarlo in direzione del futuro. Volendo rovesciare il punto di vista, i movimenti sociali, nascono sotto la spinta di nuove domande che chiedono organizzazione e rappresentanza: un nuovo blocco sociale. Se stiamo creando questo tipo di movimento, che almeno per il momento, è diverso dalla creazione di nuovo partito, dobbiamo assorbire ogni tipo di energia, evitando di riproporre vecchi schemi che svilirebbero il progetto. Diventiamo un punto di riferimento effettivo per tutti quanti credono in questo percorso e per farlo non si può dimenticare che in politica i tempi, i simboli, la forma sono importanti: noi ci siamo e dobbiamo partire ora. Il percorso di aggregazione e quello di rappresentanza non possono progredire in modo disomogeneo, il rischio è quello di non rispondere alle esigenze diffuse sul territorio. Per fare in modo che questo movimento prenda corpo c’è bisogno delle energie di tutti: dobbiamo aggregare ed estendere la partecipazione, dobbiamo farci sentire. Ci vogliono vari tipi di contributi: dai più maturi e strutturati a quelli più giovani, includendo le associazioni di volontariato, il mondo della cultura e del lavoro senza dimenticare quelli che si avvicinano alla politica per la prima volta, portatori di interessi e esigenze che altrimenti la politica non sarebbe in grado di intercettare. Il rinnovamento (badate: non solo il ringiovanimento) è una delle armi che abbiamo per tornare ad essere credibili e per essere veramente innovativi, assieme alla forza delle idee e alla volontà di attuare politiche che portino a delle DECISIONI tali, che provochino dei cambiamenti e miglioramenti. A tutti quanti credono nel progetto presentato il 5 maggio ( e sono veramente tanti) dimostriamo che ne abbiamo il coraggio, e che realmente riusciremo a coinvolgere, creare, coagulare e far vivere… Sogniamo che vengano valorizzate le risorse delle donne, in cui il tasso di queste scelte sia obiettivo, politico, dichiarato. Non sappiamo se le quote rosa, o di qualsiasi altro colore, siano una scelta corretta, ma sappiamo che in molti casi sono state l’unico strumento in grado di scardinare logiche deteriori nelle scelte delle candidature. Le donne devono partecipare pienamente alla vita politica, non solo perché lo chiedono con forza, ma perché vi sia una reale rappresentanza dell’altra metà del mondo. A tutti i livelli e in ogni settore essere donna non può più essere il limite per una piena soddisfazione professionale. Le gravidanze, sono una ricchezza per tutti e non possono essere trattate come un pretesto di licenziamento ne come motivo di regressione professionale. Leggi il seguito di questo post »
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